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Ecco perché preferiamo scegliere un vino naturale rispetto ai classici vini da agricoltura convenzionale

Le insidie e i rischi provocati dall’agricoltura intensiva che stanno danneggiando il nostro ambiente e la nostra salute

Tutti i vini sono uguali?

Uno dei simboli della cultura italiana è senz’altro il vino.

Una vera e propria tradizione con origini antichissime e che nel tempo è diventata vero e proprio patrimonio della nostra cultura.

Grazie ai molteplici tipi di vino, le combinazioni con le nostre pietanze sono tantissime, senza contare che viene usato anche in cucina per dare quel tocco in più ai nostri piatti.

Inoltre, in piccole quantità, ha effetti benefici sul nostro corpo, migliorando la circolazione del sangue, riducendo il colesterolo, oltre ad essere ricco di antiossidanti. 

Alcuni dei vigneti che molto spesso ci regalano paesaggi da cartolina, sono diventati patrimonio dell’Unesco.

Il problema, però, è che spesso ignoriamo completamente come il vino venga prodotto e soprattutto gli enormi danni che sta provocando questa sempre più massiccia produzione vinicola intensiva.

Ma di quali danni stiamo parlando?

Beh, vediamoli insieme.

Un terribile rischio per l’ambiente: l’agricoltura intensiva

Per stare al passo con l’enorme richiesta da parte dei consumatori negli ultimi anni, molti viticoltori sono passati a un’agricoltura intensiva sempre più massiccia con conseguenti danni all’ambiente e alla nostra salute.

La coltivazione del vino in modo intensivo purtroppo comporta un massiccio apporto di prodotti chimici, dai pesticidi e fungicidi per combattere gli insetti che danneggiano le piante, ai fertilizzanti chimici per aumentare la resa dei vitigni.

Senza contare l’enorme uso di diserbanti per distruggere le erbacce che crescono spontaneamente di continuo.

Ed è la stessa ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) a metterci in guardia parlando di un aumento esponenziale dell’uso di pesticidi negli ultimi anni.

Tutto questo ovviamente provoca danni enormi all’ambiente, continuamente bombardato di prodotti chimici che inquinano il suolo, le nostre riserve idriche e cancellano le biodiversità trascinandoci in un vero e proprio circolo vizioso.

I diserbanti infatti distruggono a poco a poco i microrganismi dei terreni, vitali per il nutrimento delle viti e delle piante in generale, rendendo il suolo morente.

Di conseguenza l’unico modo per coltivare e far crescere i vitigni sarà quello di bombardarli di fertilizzanti chimici a base salina in grado di far assorbire grandi quantità d’acqua.

Tuttavia le piante cresceranno sì, ma senza energia e ammalandosi e necessitando di nuovi trattamenti chimici per mantenerle in vita.

Naturalmente tutti questi prodotti chimici andranno a disperdersi nell’ambiente circostante, dall’aria che respiriamo alle acque dei torrenti limitrofi.

Per non parlare dei consistenti problemi causati all’apicoltura, ormai sempre più a rischio, e a tutta la fauna selvatica che berrà acqua inquinata dai pesticidi.

Ma non è tutto…

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Siamo ciò di cui ci nutriamo

I danni dell’agricoltura intensiva, come detto, non si limitano solo all’ambiente, ma si estendono anche al nostro benessere.

Per 2 importanti motivi:


● Il metodo di coltura che viene utilizzato dovrebbe riguardarci molto più da vicino e soprattutto preoccuparci, dato che il vino che poi andremo a bere, spesso è contaminato da sostanze chimiche, non sempre identificate, capaci di entrare nel nostro organismo.

● La continua espansione dei vigneti per garantire la soddisfazione dell’enorme richiesta, sta mettendo a rischio le comunità limitrofe a causa dell’esposizione a pesticidi e altre sostanze dannose.

In un test condotto da “Il Salvagente” associazione leader nei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori, si è voluto verificare la presenza di residui chimici contenuti nei prosecchi più conosciuti.

E il risultato è stato allucinante…

Si è scoperto infatti che tutte e 12 le bottiglie testate, presentavano almeno un residuo di pesticida, con una media di sei a testa, di cui 1 conteneva ben 7 fungicidi differenti.

Residui che vanno a finire direttamente nel nostro corpo.

E non stiamo parlando di vino qualsiasi, ma uno dei moderni simboli della cultura italiana: il prosecco.

Se vuoi leggere il test eseguito e l’alternativa proposta, ti lascio il link

Ma allora qual è la soluzione?

È possibile bere un prodotto che sia buono e che allo stesso tempo non danneggi noi e l’ambiente circostante e non sia frutto di agricoltura intensiva?

La risposta è sì, e si tratta di fare una scelta: la stessa che abbiamo fatto noi per il nostro ristorante.

Una questione di scelte: Vino biologico

La scelta che abbiamo fatto noi per contrastare l’agricoltura intensiva, è proprio quella di seguire la strada più naturale e salutare, quella del vino biologico.

Ma quali sono le principali differenze tra un vino biologico e uno prodotto proveniente da agricoltura intensiva?

L’amore per l’ambiente che ci circonda, per la nostra salute e per il futuro dei nostri figli.

Mi spiego meglio.

Le differenze del vino biologico stanno nel metodo di produzione, lontano dalla logica scellerata dell’agricoltura intensiva, ristabilendo le condizioni di equilibrio naturale, limitando i danni all’ambiente e alcune delle problematiche connesse alla nostra sicurezza alimentare.

Mira inoltre a mantenere la biodiversità e a conservare la fertilità dei nostri terreni. 

Anche se non punta alle grandi produzioni, garantisce un prodotto naturale nel rispetto di tutti.

A differenza poi delle grandi produzioni provenienti da agricoltura intensiva, dove ancora regna molta confusione sui metodi di produzione, il vino biologico è regolamentato da norme ben precise italiane ed europee, e richiedono:

● Una coltivazione priva di pesticidi, OGM, diserbanti e altri prodotti chimici dannosi per noi e per l’ambiente;

● L’utilizzo di prodotti enologici regolamentati per la vinificazione senza aggiungere altre sostanze chimiche per correggere il vino.

Uno dei provvedimenti più importanti, riguarda il limite di aggiunta dei solfiti (conosciuto come biossido di zolfo).

Questo conservante serve sostanzialmente per mantenere “buono” il vino il più a lungo possibile.

Il problema però è che può causare reazioni allergiche ad alcune persone più sensibili (e si sono registrati anche casi di attacchi di asma come riportato da questo studio pubblicato su PubMed) oltre al fatto che qualsiasi conservante chimico, di norma, non è una buona scelta per la nostra salute. 

Possono causare reazioni allergiche anche altri agenti chiarificanti tra cui il PVPP (polivinilpolipirrolidone), il caseinato di potassio, il carbone attivo e l’albumina d’uovo usati spesso per la conservazione dei vini e per rimuovere una sostanza cancerogena chiamata ocratossina presente in alcuni vini.

Ma c’è di più…

C’è infatti un’altra valida alternativa se scegli di bere un vino naturale non proveniente da agricoltura intensiva.

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Oltre il vino biologico: Il vino biodinamico

Anche se al momento non è ancora riconosciuto come classificazione nella legge italiana, il vino biodinamico segue la causa del vino biologico, estremizzandone le regole e riducendo quasi a zero l’uso di macchinari e di tutti i prodotti chimici usati dall’agricoltura intensiva.

E va molto oltre.

L’agricoltura biodinamica infatti segue una semplice regola: assecondare il naturale corso della natura. 

Niente pesticidi, fungicidi, diserbanti o altri prodotti di sintesi dannosi per noi e l’ambiente. 

La direzione è un’altra: si cerca di ricreare quelle perfette condizioni naturali per ottenere un prodotto eccellente. 

Per riuscirci, la cura dei dettagli è estrema, anche per elementi a cui neanche pensiamo.

Infatti per cercare di assecondare la natura si seguono, ad esempio, le fasi lunari, e si usano solo concimi naturali oltre ad evitare le monocolture che impoveriscono la terra e i suoi prodotti.

Come per il vino biologico, non viene azzerata totalmente la quantità di solfiti presenti, perché sarebbe ad oggi molto difficile nel contesto ambientale in cui viviamo, ma li riduce al minimo in modo da non provocare allergie a chi magari è più predisposto.

Molti si lamentano che il vino biologico e quello biodinamico abbiano un sapore diverso dal “normale”, forse per abitudine o solo per sentito dire.

Tendenzialmente i vini convenzionali sono vini che non presentano grandi variazioni tra le diverse annate: hanno sempre gli stessi profumi, la stessa morbidezza, lo stesso palato. 

Si tratta di vini adatti ad un pubblico che ha bisogno di essere rassicurato da uno stile ricorrente e da una forma riconoscibile.

Per contro, il grande vantaggio dei vini naturali è quello del rifiuto dell’omologazione, includendo tutte le variabili che la natura riserva annata dopo annata, oltre alla sicurezza di poter bere un prodotto naturale che non danneggia noi e le risorse ambientali (sempre più a rischio) a nostra disposizione.

La via che abbiamo scelto noi

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Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo sempre di prediligere prodotti di questo tipo, provenienti da aziende che rispettano i ritmi naturali della terra garantendo un ottimo prodotto.

Non solo per i vini, ma anche per tutti i prodotti che riguardano l’agricoltura, dalla frutta agli ortaggi, fino all’allevamento.

E siamo consapevoli che i produttori che fanno una scelta di questo tipo, oltre a possedere una smisurata passione per il loro lavoro, abbiano davvero a cuore il nostro futuro e quello delle generazioni a venire, considerato il grosso sacrificio che implica il produrre meno, ma in modo naturale.

Dal nostro punto di vista infatti produrre vino naturale, lontano dalla logica dell’agricoltura intensiva, è la sola scelta possibile di questi tempi, la sola che può garantire un futuro sostenibile alle nostre vite e a quelle dei nostri figli.

In questo senso ti posso fare l’esempio della bellissima azienda agricola  Antica Quercia, che produce esclusivamente vino biologico e da cui proviene tutto il Prosecco che puoi trovare da noi. 

All’Antica Quercia ammettono che anche se non è sempre facile sostenere una lavorazione di questo tipo, farlo li rende felici, perché è l’unica scelta per loro possibile.

Ed è anche l’unica strada che abbiamo deciso di seguire noi al Melograno.

Se però sei ancora restio a credere che un vino naturale possa sostenere il confronto con un vino convenzionale – se non addirittura superarlo-, ti invitiamo a passare da noi e saremo ben lieti di farti cambiare idea, facendoti assaporare uno dei molti vini della nostra carta.

Sono sicuro che non te ne pentirai.

2 commenti su “Ecco perché preferiamo scegliere un vino naturale rispetto ai classici vini da agricoltura convenzionale”

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