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Conosci la provenienza della pasta che mangi?

Perché è importante conoscere la provenienza della pasta e preferire un grano italiano?

La pasta italiana è uno dei piatti che tutto il mondo ci invidia.

Le sue origini sono antichissime, addirittura già ai tempi degli antichi greci questo alimento, chiamato in modi diversi, veniva consumato.

Da noi invece se ne sente parlare intorno al 1154, descritta dal geografo arabo Edrisi come “uno strano cibo di farina a forma di fili”.

Veniva confezionata a Palermo ed esportata in tutta la penisola.

Ben presto però si diffuse come tradizione in ogni regione d’Italia, ognuna con delle caratteristiche uniche, a seconda del luogo.

Ma c’è di più…

La pasta italiana non è solo cibo, è unione, è un elemento fondamentale della nostra cultura culinaria, il nostro orgoglio nazionale.

E anche se nell’ultimo periodo è stata molto demonizzata, per via dei numerosi stili alimentari che tanto la criticano, la tradizione è rimasta invariata.

Molti consumatori però, nonostante tutto, hanno iniziato a sollevare parecchie polemiche per via del grano utilizzato nella creazione della pasta italiana.

Grano italiano e grano estero: Conosci il grano che mangi?

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Nonostante il grano italiano sia uno dei migliori al mondo per via del clima mediterraneo, ideale per farlo crescere ed essiccare, siamo allo stesso tempo uno dei paesi con il maggior quantitativo di grano importato dall’estero.

Molte associazioni hanno avviato una campagna di sensibilizzazione a proposito del grano utilizzato per la pasta italiana, ma in generale anche per gli altri prodotti da forno.

In particolare si è scoperto che nonostante le etichette del “made in Italy” molti produttori usano un mix di grani italiani ed esteri in particolare provenienti dal Canada e dagli Stati Uniti.

Ma perché tutto questo accanimento con il grano estero?

È una questione di clima prima di tutto.

Come già detto, il nostro clima è l’ideale per la coltivazione del grano e la successiva essicazione, ma in paesi a latitudini più fredde come il nord degli Stati Uniti, il Canada o l’est Europa, la coltivazione diventa davvero difficile.

Come hanno ovviato al problema?

Se hai letto il nostro precedente articolo, forse già conosci la risposta.

Con qualche piccolo aiuto chimico

Anche se, nel caso della grano, direi enorme.

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Glifosato e Don: la verità sulla Pasta Italiana

Per ovviare al problema del clima e aiutare il grano a maturare, molte aziende estere ricorrono all’uso di diserbanti molto nocivi per la salute.

Il più conosciuto e criticato è senza dubbio il Glifosato.

Un diserbante in libera produzione dal 2001 con una caratteristica particolare: viene assorbito per via fogliare per poi trasferirsi alle radici, e in una decina di giorni è in grado di seccare la vegetazione.

Abbastanza economico ma molto potente, questo erbicida è al centro delle polemiche per via dei devastanti effetti sulla salute umana, tanto che nel 2015 lo IARC, l’Agenzia Internazionale Per La Ricerca Sul Cancro, lo ha inserito nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene”.

Ma non è tutto…

Il grano estero viene messo nelle stive delle navi da carico percorrendo migliaia di chilometri per arrivare in Italia.

L’elevata umidità presente in queste stive, bagnando il grano, può creare l’ambiente ideale per muffe e funghi.

Uno di questi è il Deossinivalenolo (Don).

Si tratta di una micotossina che, una volta ingerita, altera i villi intestinali costringendoli ad assorbire il glutine dall’intestino (scatenando quindi intolleranza al glutine), abbassa le difese immunitarie e può causare malfunzioni nel sistema ematopoietico.

In questo studio vengono descritti alcuni effetti di questa sostanza sull’uomo e sugli animali, mentre qui vengono analizzati gli effetti non soltanto sul nostro intestino ma su tutto il corpo.

Va da sé che queste sostanze estremamente pericolose non soltanto per l’uomo, ma anche per gli animali, sono costantemente presenti nelle produzioni delle grandi compagnie.

In un test effettuato dall’associazione GranoSalus, almeno 2 grandi marchi italiane superano i limiti che la legge impone per i bambini sul DON.

Ma non è tutto…

La presenza di Glifosato e Don nella pasta dei noti brand italiani dà da pensare che vi sia una miscelazione tra grano italiano e grano estero, per un semplice motivo…

Ovvero che il grano italiano generalmente non ha bisogno di diserbanti per avviare l’essicazione, e non ha motivo di incontrare condizioni favorevoli allo svilupparsi di micotossine.

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Una piccola battaglia vinta dai consumatori

In una recente analisi condotta dall’associazione leader nei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori, il Salvagente, c’è stato un piccolo cambio di rotta per quanto riguarda le importazioni di grano dall’estero.

Infatti su 23 campioni di pasta italiana analizzati, c’è stato un piccolo cambiamento.

Ovvero la minima presenza di queste pericolose sostanze trovate, fa pensare che i pastai italiani abbiano finalmente ceduto alle continue pressioni dei consumatori per avere un prodotto più pulito ma soprattutto italiano.

E sono proprio i dati Istat a confermarcelo, infatti dal 2016 ad oggi, le importazioni di cereali dagli Stati Uniti sono scese del 60%, mentre in quello Canadese si è passati dal miliardo di chili importati a 43 milioni nel primo semestre del 2018.

Numeri che ci fanno ben sperare, ma che non possono farci stare tranquilli.

Infatti nonostante quest’ottimo risultato, trovare la presenza di 4 o 5 residui di pesticidi che possono causare allergie o altro, non è una cosa così rara, anzi.

Come possiamo difenderci?

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Ma noi consumatori come possiamo difenderci scegliendo un prodotto sano e italiano?

La risposta non è semplice come può sembrare perché non sempre le etichette poste sulle confezioni di pasta italiana raccontano tutto ciò che sarebbe utile ed importante sapere.

E non possiamo nemmeno portare in laboratorio ogni pacchetto di pasta italiana che acquistiamo al supermercato, non ti pare?

L’unico consiglio che mi sento di darti però, è di scegliere produttori locali, micro pastifici che producono piccole quantità, ma usano solo grano italiano del quale viene dichiarata l’esatta provenienza.

So che non è così semplice come entrare nel supermercato e prendere il primo pacco di pasta italiana che ci capita sottomano, ma è un’azione necessaria per difenderci dagli inganni della grande distribuzione.

Ma cosa più importante, si tratta della nostra salute e di quella dei nostri figli.

“E quando ceno fuori?” 

Bella domanda…

Qui la situazione si complica, difficilmente chi prende le ordinazioni sa darti informazioni sul tipo di grano italiano utilizzato per la pasta.

Anzi, il più delle volte non conosce nemmeno il marchio utilizzato nel ristorante.

Ora non voglio farti inutile terrorismo, ma penso che ognuno abbia diritto di chiedere o sapere da dove vengono i prodotti utilizzati nel locale scelto, non credi?

E poi, che senso ha stare attenti nello scegliere, per la propria spesa, una pasta italiana se poi al ristorante mangiamo tutt’altro?

Noi al contrario abbiamo scelto come sempre la via della trasparenza.

Infatti siamo convinti che il cliente abbia il diritto di sapere ciò che mangia da noi.

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Ad esempio noi utilizziamo la pasta italiana di un micro pastificio campano senza appoggiarci alle grandi compagnie di pasta come fa invece la maggior parte dei ristoranti.

Non si tratta di una produzione enorme, bensì di un prodotto di nicchia che utilizza grani specifici da 3 regioni d’Italia: Puglia, Abruzzo e Molise.

È il prodotto della lavorazione di grani italiani, sani, per darti la certezza di consumare un prodotto libero il più possibile da pesticidi e altri tipi di prodotti chimici.

Se ti va, vieni al Melograno e sentirai la differenza!

Da noi hai anche la possibilità di trovare nello shop la stessa pasta che utilizziamo nei nostri piatti, se hai voglia di consumarla a casa nelle tue ricette!

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